La rapida crescita del numero delle aree protette verificatasi nell'ultimo ventennio nel nostro paese ha consentito di avvicinarsi al prefissato obiettivo del 10% (che diventa il 20% considerando tutte le aree tutelate) di superficie protetta dell'intero territorio nazionale, con un conseguente impatto territoriale di rilevante interesse. Infatti, il consistente sviluppo del turismo internazionale verso i parchi naturali, la crescita di domanda di servizi verso gli spazi naturali, l' incremento, anche se contenuto, dei finanziamenti nel settore, hanno esaltato il ruolo economico dei Parchi anche sotto il profilo occupazionale, prefigurandosi sempre più come soggetti strategici atti ad innescare nuovi processi durevoli di sviluppo economico.
Particolarmente, in queste aree, si pone l'esigenza di coniugare gli obiettivi della tutela e della conservazione con quelli dello sviluppo, compatibile e duraturo, integrando le tematiche economiche e sociali dei territori interessati dalle aree protette con la politica complessiva di conservazione e valorizzazione delle risorse ambientali. In merito, è significativo sottolineare che un efficace azione di tutela è legata strettamente alla possibilità di avviare processi di sviluppo mirati alla gestione delle risorse, alla manutenzione del territorio e a una migliore distribuzione dei costi- benefici, che consenta una reale partecipazione attiva delle comunità locali.
Nell'analisi delle politiche delle singole nazioni in materia di conservazione e gestione del patrimonio naturale ed ambientale è sempre più necessario valutare anche le tematiche di interesse globale. Si tratta di tematiche che investono i complessi processi di relazioni ambientali e territoriali, riguardanti sia gli equilibri dinamici dello spazio fisico sia l'insieme dei rapporti e delle azioni che sono alla base della vita associate delle comunità umane, in cui lo stato attuale di alterazione pone in serio pericolo la possibilità di mantenere o elevare i livelli di qualità della vita.
Per la ricostruzione di nuovi equilibri territoriali è necessario individuare azioni che perseguano la formazione di una "Rete ecologica nazionale" ove si operi per la valorizzazione e lo sviluppo di tutti gli ambiti caratterizzati dalla presenza di valori naturali e culturali al fine di tutelare i livelli di biodiversità esistenti e la qualità dell'ambiente nel suo complesso.
La Rete ecologica si configura come una infrastruttura naturale e ambientale che persegue il fine di interrelazionare e di connettere ambiti territoriali dotati di una maggiore presenza di naturalità, ove migliore è stato ed è il grado di integrazione delle comunità locali con i processi naturali, recuperando e ricucendo tutti quegli ambienti relitti e dispersi nel territorio che hanno mantenuto viva una, seppure residua, struttura originaria, ambiti la cui permanenza è condizione necessaria per il sostegno complessivo di una diffusa e diversificata qualità naturale nel nostro paese.
Il ruolo della Rete ecologica è particolarmente significativo sia nei sistemi montani e collinari del nostro paese, storicamente modellati dall'azione antropica, oggi in fase di grave declino e abbandono, sia nei i sistemi costieri, ove si è maggiormente concentrata la pressione antropica, gli insediamenti urbani e lo sfruttamento delle risorse, perseguendo il recupero delle specificità naturali delle comunità e degli ecosistemi marini, costieri e terrestri.
I nuovi processi in atto stanno modificando profondamente lo scenario paesaggistico e la caratterizzazione ambientale dei luoghi, attivando gravi fenomeni di dissesto e di erosione della struttura geomorfologica dei luoghi, generando una alterazione delle dinamiche ambientali e relazionali. In tal senso diviene un'esigenza essenziale concretizzare la formazione di una rete estesa a tutti i sistemi nazionali delle aree naturali protette (Alpi, Appennino, Coste, Isole maggiori e minori) sviluppando idee-progetto su ambiti territoriali estesi e considerati come una parte integrante della rete europea capace di valorizzare le singole identità e di accogliere le possibili sinergie.